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VOCABOLARIO DELLA NATURA E NUOVO SISTEMA ELETTORALE -
Inserito il 18/01/2007

Vocabolario della Natura e sistema elettorale

 

Il Vocabolario della Natura quale fondamento del nuovo

sistema elettorale italiano

di Antonio D’ACUNTO (*)

 

E’ di questi giorni l’ennesima uscita, stavolta fatta autorevolmente dal Ministro Amato, sulla necessità di modificare il sistema elettorale italiano; purtroppo, in tale proposta, ancora una volta in nome della cosiddetta governabilità, si indicano sbarramenti che impediscono l’emergere di nuove idee e nuovi contenuti nella politica, con uno strutturale accordo di fondo tra le forze politiche esistenti sulla propria conservazione e difesa dei relativi interessi nella logica della loro alternanza di potere. Con gli sbarramenti la dialettica tra vecchio e nuovo viene cancellata per cui il divenire del Paese è obbligato a scorrere lungo alvei delineati da un sistema di potere spesso profondamente lontano dalle attese dei Cittadini. Le nuove istanze politico istituzionali, a meno che non siano sostenute da pesanti interessi e poteri economici, quando nascono, come tutte le piante, anche quelle che diventano immense e secolari, sono piccole, deboli, fragili e facilmente cancellabili con meccanismi elettorali. Ben diversamente ci parla il Vocabolario della Natura: “Per la Natura il piccolo ed il grande non sono che termini comparativi. Essa non conosce di nulla di minimo ed insignificante e le sue leggi sono inflessibili tanto se si tratta di un atomo quanto di un Continente o di un Pianeta” ( George P.Marsh – L’Uomo e la Natura 1870).

D’Altra parte, quando - per la eccezionale valenza storica del momento e dei protagonisti - i Valori superarono gli Interessi di Parte, la Fondazione della Democrazia in Italia dopo la Dittatura Fascista, fu ideata dai Padri della Costituzione, proprio su questo principio della proporzionale rappresentanza nel Parlamento delle diverse Volontà popolari. La Storia Parlamentare del nostro Paese se attentamente letta  ci dice poi quanto positivo contributo portarono queste espressioni “minori” sia per le aggregazioni elettorali che per le Personalità: dal PDUP a Democrazia proletaria, dai Liberali ai Repubblicani, da Magri a Capanna ed al nostro Presidente Guido Pollice, da De Nicola e Einaudi a Spadolini.

Purtroppo la Controriforma degli Anni 90, utilizzando degenerative devianze politiche, cancellò lo spirito reale della nostra Costituzione ed introdusse perversi meccanismi ad escludendum e impositivi di forzate e contradditore alleanze elettorali.

 

La discussione sulla Riforma Elettorale non può essere riservata agli addetti ai lavori o meglio ai diretti interessati, e cioè i Parlamentari ma deve riguardare tutti i cittadini e credo che un’Associazione come i VAS, che hanno nella loro stessa identificazione la voce Società possano essere protagonisti significativi dell’apertura di una riflessione e di una discussione.

Io penso che la vera grande innovazione da fare è cancellare la Controriforma degli anni 90 e ritornare al sistema elettorale della Costituzione, direi secondo Natura, e cioè quello proporzionale puro senza sbarramento alcuno com’è peraltro l’attuale sistema per le Elezioni del Parlamento Europeo.

Sempre la Storia Parlamentare della Repubblica ci dice  invece con chiarezza massima almeno due correttivi che bisognerebbe introdurre con molti vantaggi per il Paese:

-                 il primo, la drastica riduzione – almeno il dimezzamento - del numero dei parlamentari, giacchè molti di essi, per il corso di un intera legislatura, quando non assenti, non fanno altro che alzare la mano o premere un pulsante  per votare come chiestogli da un ristretto gruppo dirigente. La riduzione del numero dei Parlamentari è un intervento fortemente salubre per le Finanze dello Stato con risorse spendibili per Ambiente e Società, e porta  per via democratica e naturale da un aumento della soglia elettorale, per la rappresentatività.

-                 - il secondo, la riduzione ad un solo ramo del Parlamento con il vantaggio di velocizzare ogni iter legislativo e di nuovo il recupero di forti risorse.

Naturalmente il sistema proporzionale diretto non è la democrazia compiuta e partecipata cui tutti dovremmo auspicare e per la quale operare ma è certo un significato passo in tale direzione.

 

Antonio D’ACUNTO

Associazione VAS

 




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