VAS Campania Associazione Verdi Ambiente e Società - Sezione Campania - Organizzazione non lucrativa di utilità sociale


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INCENDI BOSCHIVI: PREVENIRE DA SUBITO
Inserito il 30/09/2007

L’assenza totale nella discussione sullla finanziaria (il momento vero delle decisioni delle scelte programmatiche), nel dibatt

Prevenzione dagli incendi boschivi.

 

Partire oggi con la Conferenza Stato - Regione e la Finanziaria per evitare nel 2008 la catastrofe dell’estate scorsa – di ANTONIO D’ACUNTO

 

La totale assenza nella discussione sulla Finanziaria (il momento vero delle decisioni delle scelte programmatiche), nel dibattito  in Parlamento come in quasi tutti i Consigli Regionali e nella stessa Conferenza sul Clima a partire dalla relazione del Ministro dell’Ambiente, è il segnale, se non ancor di più, il messaggio più evidente che la drammatica estate degli incendi 2007, tra le più disastrose della storia dell’Italia, va nel consueto dimenticatoio e che le dichiarazioni, gli annunci, le promesse fatte nei momenti del disastro erano vuote parole, necessarie per placare lo sdegno del Paese.

Si parla di effetto serra, di cambiamento climatico, di tutela del paesaggio, di salvaguardia della biodiversità, di energia rinnovabile, di prevenzione da alluvioni, straripamenti, smottamenti, frane e nello stesso tempo si dimentica il nesso stretto, ovviamente non esclusivo, con la catastrofe  degli incendi.

 

Gli incendi boschivi hanno una duplice conseguenza sull’effetto serra: producono, in rapporto agli alberi bruciati, una quantità abnorme di anidride carbonica, il gas dell’effetto serra, e riducono nella stessa misura il Verde, che  per via clorofilliana, con il meraviglioso processo della vita, con l’assorbimento della energia solare, trasforma l’anidride carbonica in sostanza  organica. Il calcolo della dimensione delle disastrose conseguenze degli  incendi sull’effetto serra, avendo i dati a disposizione, è roba da ottimo esame di maturità per periti chimici, ed un buon ministro, con  l’aiuto dei suoi tecnici, lo può eseguire con grande facilità sì da rendersi conto di che cosa parliamo!

Gli alberi che bruciano costituiscono un duplice danno per una corretta politica energetica: da una parte viene  trasformato in  calore l’energia potenziale di origine rinnovabile  del legno accumulata a volte nel corso di secoli, e dall’altra viene ridotta la quantità di energia solare che viene accumulata negli stessi alberi: entrambe le energie perse vengono direttamente immesse nell’ambiente circostante con ovvie conseguenze sull’aumento delle temperature ambientali. Quando si parla di tale aumento, è bene forse ricordarsi anche degli incendi boschivi.

Gli incendi boschivi costituiscono una violenta aggressione, sempre duplice, alla biodiversità per la enormità della flora e della fauna che viene uccisa e, dall’altra parte, per la distruzione degli habitat per molte specie animali e vegetali, a volte in maniera irreversibile, a volte per tempi lunghissimi. Come si fa a parlare del rispetto della Convenzione di Rio del 1992 e dell’impegno dell’Italia per il countdown 2010 per la riduzione della perdita della biodiversità, quando non  si opera per impedire la catastrofe della perdita della biodiversità della scorsa estate!

Gli incendi, boschivi e non, costituiscono naturalmente anche un grave pericolo per le persone, come ha tristemente attestato l’estate 2007 e costituiscono una distruzione di bellezze e di paesaggi irripetibili: per la Regione nel cuore dell’Italia, il Lazio, due esempi su tutti: la distruzione della fantastica vegetazione di Sermoneta e la trasformazione in manto nero della colline di Sperlonga, la cui distruzione solo la Legambiente non vede continuando ad assegnarle svariate Vele.

Ma gli incendi boschivi costituiscono anche grandi business, legali come la riforestazione (che naturalmente pur va fatta), gli interventi “programmati e di emergenza” per  alluvioni, smottamenti, frane, causate dalla perdita di vegetazione  e  malavitosi, capillarmente diffusi in molte regioni del nostro Paese, legati alla speculazione edilizia, al saccheggio del territorio, al ciclo del cemento, all’appropriazione  privatistica del suolo e delle risorse pubbliche.

 

Per la valenza enorme di tutte le questioni prima indicate, la nostra Associazione - i Verdi, Ambiente e Società -  ed il Suo Presidente, Guido Pollice hanno posto come primaria la lotta agli incendi e da ben 17 anni promuovono la Campagna Nazionale “Preveniamo gli Incendi”. Questa estate nel divampare degli incendi una persona più di tutti ha corso in  ogni angolo del paese per arginare il disastro: il responsabile di questa campagna VAS, Walter Iannotti.

 

Purtroppo però la stessa cosa non è avvenuta  da parte delle Istituzioni sia Nazionali che Locali ed oggi non possiamo non constatare con profonda tristezza la loro totale impotenza di fronte al disastro estivo e la necessità di una radicale svolta nella loro iniziativa. Occorre partire OGGI per prevenire il possibile disastro del 2008! Non si può arrivare all’estate del 2008 con il Ministro dell’Ambiente che svolge la sua azione  (di propaganda), dicendoci che vi sono severe pene per gli incendiari, con il Presidente della Regione Campania che annuncia la sua gioia per l’arresto di un incendiario, con  il solito Bertolaso e la sua inesistente protezione civile (tutt’altra cosa è ovviamente la capacità e l’impegno del corpo dei vigili del fuoco), che ci racconta della necessità dei piani di censimento delle aree bruciate che mai verranno fatte e per i quali mai partiranno i poteri sostitutivi,  con gli stessi Presidenti Napoletano e Prodi che con grande sincerità e passione  annunciano al Paese la gravità della situazione e la necessità di fare presto: che cosa non  si sa!. Naturalmente sono cose e denunce molto giuste se fatte da un’Associazione o dai cittadini, ma tutt’altra cosa sono se fatte da coloro che dovrebbero prevenire tali catastrofi.

Si sta preparando la Legge Finanziaria del 2008: ognuno legittimamente, dal suo punto di vista, sta portando avanti le sue  istanze, gli interessi di parte, da Montezemolo per gli industriali ai Sindacati per i lavoratori; purtroppo per la tutela del patrimonio boschivo, per la prevenzione dagli incendi non vi è nessuno a preoccuparsi e ad intervenire: eppure vi sono in Parlamento presenze che dovrebbero porre come centrale tale problema, dall’ex Presidente di Legambiente ai Verdi.

 

Se non si vuole  che il tutto si trasformi però in sperpero e clientelismo generalizzato, l’inserimento nella Finanziaria di rilevanti risorse per un piano di tutela del patrimonio boschivo dagli incendi  e per la riorganizzazione della Protezione Civile richiama  la necessità di un’analisi a monte su tutto quanto non ha funzionato. Tale analisi può essere compiutamente ed armonicamente realizzata con una specifica Conferenza Stato – Regioni, dando così fondamentale rilevanza alla gravissima questione; la Conferenza è difatti in primo luogo la diretta responsabilizzazione sia  dello Stato Centrale, e per esso della Protezione Civile e dei Parchi Nazionali, che delle Regioni, e per esse degli Enti locali e delle Aree Protette. 

 

Dopo i drammatici eventi dell’estate scorsa, quanto detto sembrerebbe ovvio; ma purtroppo non possiamo per la storia passata che essere pessimisti e pensare che nulla si farà. Le catastrofi degli incendi boschivi, come tante altre dell’ambiente, sono funzionali anche ad avere potere e immagine, a giustificare la ragione della propria esistenza pubblica ed istituzionale.

Vorremmo tanto, e con noi pensiamo la maggior parte degli Cittadini, che il Ministro dell’Ambiente anziché dirci, con una implicita denuncia di fallimento dello Stato, che la temperatura in  Italia è cresciuta quattro volte più che negli altri Paesi del Mediterraneo, annunciasse che per le azioni svolte dalle Istituzioni fossero diminuiti l’effetto serra e le sue conseguenze sul clima del nostro Paese!

 

Napoli. Settembre 2007

 

Antonio D’Acunto

Coordinamento Regionale VAS Campania




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