VAS Campania Associazione Verdi Ambiente e Società - Sezione Campania - Organizzazione non lucrativa di utilità sociale


VAS Campania Associazione Verdi Ambiente e Società - Sezione Campania - Organizzazione non lucrativa di utilità sociale

CHI SIAMO CIRCOLI VAS IN CAMPANIA ADERISCI AI VAS INIZIATIVE VAS LINKS CONTATTACI
BIODIVERSITA' E "IMPRONTA UMANA" - di Paolo Abbate
Inserito il 15/12/2007

Secondo i ricercatori Peter Kaireva e Micelle Marvier, autori di un articolo dal titolo “La conservazione per la specie umana”, apparso se La Scienze (dicembre 2007), la tutela della biodiversità, così come è prevista nei hot spot, i “punti calci”, sul

 

E’ GIUSTA UNA CONSERVAZIONE  DELLA BIODIVERSITA’ TUTTA

FINALIZZATA ALLA SPECIE UMANA?

 

                                                                                         di Paolo Abbate

 

  Secondo i ricercatori Peter Kaireva e Micelle Marvier, autori di un articolo dal titolo “La conservazione per la specie umana”, apparso su Le Scienze (dicembre 2007), la tutela della biodiversità, così come è prevista nei hot spot, i “punti caldi”, sulla Terra, è una strategia di conservazione che non si sta dimostrando efficace.

Occorre concentrarsi con decisione – dicono i ricercatori – sulla tutela degli ecosistemi essenziali alla salute e ai bisogni materiali della specie umana. Solo così, la conservazione della biodiversitàdiventerà globale e godrà di ampio consenso”, perché la gente, toccata nei suoi bisogni, accetterà più facilmente di tutelarla.

Fanno l’esempio delle foreste di mangrovie, delle paludi, della fauna selvatica in pericolo di estinzione. Si cita quindi le coste a mangrovie che hanno difeso alcune popolazioni primitive dallo tsunami del dicembre2004, i varani di Komodo divenuti fonte di reddito per le popolazioni povere dell’isola, i pinguini di Punta Tombo in Argentina che producono fonte di guadagno con il turismo,

le zone paludose che filtrando l’acqua ne migliorano la qualità e rappresentano quindi per alcuni popoli strumenti insostituibili per dotare di acqua potabile milioni di persone. E così via.

Altro che concentrarsi su gli hot spot , piccole aree che ospitando una grande varietà di specie endogene, e rappresentano uno strumento valido di conservazione: idea sviluppata da Norman Myers nel 1988, che identificò, insieme ai suoi colleghi dell’Università di Oxford, 25 zone calde su cui concentrare i progetti di conservazione.

Invece, l’idea o meglio la strategia di concentrarsi sui servizi che gli ecosistemi offrono alla specie umana, tutelandoli quindi dal degrado, rappresenta per i ricercatori citati la strategia vincente.

 Tanto è vero che con l’incremento demografico della specie umana (ogni anno nascono 250.000 bambini) sempre più le foreste,  paludi ecc. “saranno bonificate per l’agricoltura e sempre più specie oceaniche saranno pescate fino alla scomparsa”.  La biodiversità è destinata così a scomparire; occorre, quindi, pensare a realizzare uno stretto collegamento tra i problemi conservazionistici e quelli sociali.

 Al proposito,ci balza agli occhi la pubblicità di Tahiti a piena pagina della stessa rivista Le Scienze che dice, riportando una bella foto di foresta selvaggia con cascata di acqua limpida : “Abbiamo innaffiato la foresta. Tracciato i sentieri. Muoviti, [vieni a visitare] Tahiti e le sue isole”.

Ma quello che ci trova in disaccordo con i ricercatori, tanto da dubitare della loro buonafede, non è certo l’esigenza di una stretta connessione che occorre progettare tra le persone e il mondo naturale, poiché salvando gli ecosistemi e i cicli naturali dal collasso si tutela anche la specie umana.

 La Rete Natura 2000 prevede con forza questa strategia. E’ la convinzione della necessità e dell’inevitabilità dell’avvento dell’era “Antropocene”, di un mondo cioè tutto antropocentrico dove la natura deve essere al servizio della specie umana, eletta da Dio a colonizzare, anzi sottomettere, gli animali, così come ci racconta la Bibbia.

Salvando solo gli ecosistemi utili all’uomo e non la natura selvaggia con la sua grande biodiversità, per il suo valore intrinseco, si otterrà orti botanici al posto delle foreste e le paludi, grandi zoo con le specie selvatiche da noi mantenute in libertà vigilata. Sarà l’uomo che “costruirà” la biodiversità con incroci e l’ingegneria genetica e ne piloterà l’evoluzione a seconda le sue necessità.

La strategia che gli autori considerano vincente per la sua inevitabilità non è certo quella giusta, a parer nostro.

 Perchè, infatti,  non ci concentriamo invece a realizzare l’obiettivo della decrescita: della popolazione umana e dei suoi consumi, naturalmente?

Quella della decrescita è un’urgenza che esprime l’inversione di rotta rispetto al modello della crescita, vero e proprio paradigma dell’Occidente.

Serge Latouche, che ne è l’ispiratore, delinea bene questa nuova prospettiva. Se il pianeta sta collassando per i consumi impazziti di risorse, innescati da una produzione spesso inutile e dannosa, la salvezza degli ecosistemi naturali, ovvero la conservazione della biodiversità, sarà possibile solo con “una complessiva trasformazione della struttura sociale, economica, politica e dell’immaginario collettivo verso assetti più sostenibili” (Buonaiuti). In tal senso, la decrescita comporta anche un forte impegno a tutelare gli ecosistemi in sofferenza per l’azione umana e un impegno a sviluppare aree protette in connessione tra loro.

 Altro che scivolare verso un pianeta dove non esiste più un metro quadrato senza l’impronta umana, come auspicano gli autori dell’articolo! Che tristezza sarebbe!

 

Paolo Abbate

4 -12 -2007  




[<<Più vecchi] [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] [8] [9] [10] [11] [12] [13] [14] [15] [16] [17] [18] [19] [20] [21] [22] [23] [24] [25] [26] [27] [28] [29] [30] [31] [32] [33] [34] [35] [36] [37] [38] [39] [40] [41] [42] [43] [44] [45] [46] [47] [48] [49] [50] [51] [52] [53] [54] [55] [56] [57] [58] [59] [60] [61] [62] [63] [64] [65] [66] [67] [68] [69] [70] [71] [72] [73] [74] [75] [76] [77] [78] [79] [80] [81] [82] [83] [84] [85] [86] [87] [88] [89] [90] [91] [92] [93] [94] [95] [96] [97] [98] [99] [100] [101] [102] [103] [104] [105] [106] [107] [108] [109] [110] [111] [112] [113] [114] [115] [116] [117] [118] [119] [120] [121] [122] [123] [124] [125] [126] [127] [128] [129] [130] [131] [132] [133] [Più recenti>>]

[Home Page  - Segreteria - Segnalazioni - Admin